Continuiamo ad essere “eroi” isolati

Al di là delle dichiarazioni di intenti europee, dove l’Italia riceve complimenti, addirittura viene definita “paese eroico”, il dato di fatto è che siamo soli, isolati nel contrastare un’immigrazione incontrollata che sta portando al collasso il nostro Paese.

Attorno a noi si chiudono frontiere, si allontanano navi, si minacciano carri armati ai valichi e noi? Il nostro Governo cerca discussioni, confronti, tavoli tecnici: abbiamo bisogno di decisioni immediate, drastiche, abbiamo bisogno di far sentire la nostra voce, di dire che il popolo è stanco e preoccupato.

Attenzione, non si tratta di razzismo, quì parliamo di umanità: come si può pensare di tenere mesi delle persone, degli esseri umani, in condizioni di simil detenzione, abbandonati a loro stessi, in situazioni di precaria igiene, facili prede della criminalità?

Come si può pensare di foraggiare all’infinito pseudo buonisti che ospitano questi disgraziati e che gli restituiscono un servizio scadente, al limite della sopravvivenza, arricchendosi alle loro spalle?

Dai centri di accoglienza che scoppiano emerge un via vai incontrollato di persone spesso non identificate che si disperdono per le nostre città scomparendo e sottraendosi ad ogni controllo.

Accogliamo volentieri chi certamente proviene da una guerra (una bassissima percentuale tra quelli sino ad ora sbarcati sulle nostre coste) e riportiamo a casa chi viene per cercare una fortuna che, ormai, non abbiamo più neanche noi.

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