Vincere per Alessandria.

“Ho sempre perso le elezioni nei sondaggi e le ho sempre vinte il giorno delle elezioni.”  Benjamin Netanyahu

Questa frase racchiude la forza e la serenità di uno statista che non ha mai mollato, con la determinazione di chi è consapevole della bontà delle proprie idee e per queste combatte sino all’ultimo.

Assisteremo, questa settimana, ad una cascata di opinioni, sondaggi, statistiche ed altre amenità da parte di persone che tutto sanno, tutto hanno capito: chi può essere così certo della volontà popolare?

La gente, il popolo, vuole fatti concreti, non vuole promesse a vuoto, vuole vedere il futuro sereno, sgombro da nubi e deciderà il giorno delle elezioni, quando all’interno della cabina elettorale, sconfortato o speranzoso, traccerà un segno sul nome del candidato che gli fa intravvedere una speranza.

Tutti noi, dal momento in cui abbiamo deciso di scendere in campo, di metterci la faccia,  abbiamo il dovere morale e civile di mantenere una sola promessa: fare meglio di chi ci ha preceduti, raccogliere le macerie di una città martoriata, recuperare dignità, restituire ciò che è stato negato a lungo.

Non promesse vane, non denaro, non poltrone, non favori: una Città vivibile, un benessere da sudare tutti i giorni, lo sforzo quotidiano di far star meglio i nostri concittadini.

Noi ascolteremo, faticheremo, trascorreremo le notti insonni per migliorare la vita quotidiana di tutti, faremo scottare i telefoni di chi abbiamo eletto in Parlamento per perorare le nostre cause, faremo sentire la nostra voce ed il nostro allarme.

Chiediamo il voto per avere un futuro migliore, chiediamo il voto perché Alessandria è la nostra Città, è la Città dei nostri figli, perché in essa vogliamo andare con la testa dritta, soddisfatti di aver dato un contributo positivo alla sua liberazione.

E’ attribuita a De Gasperi l’affermazione “un politico guarda alle elezioni, uno statista guarda alle future generazioni“.

Non siamo statisti, siamo volontari prestati alla politica per fare bene, con lo sguardo lungo di chi non si compiace della propria poltrona ma scruta l’orizzonte per vedere i suoi figli illuminati dal sole della dignità.

Domenica 25 giugno raccoglieremo il mandato dei nostri concittadini per fare meglio,  bene e di più: una croce per il fare sarà una croce che porteremo volentieri sulle spalle nell’interesse di tutta la popolazione,

una croce altrove sarà un fardello che tutti porteremo con fatica e dolore lungo una china senza fine.

 

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