“che volete fare di noi giovani?”

Oggi un piccolo drappello di giovani diciottenni mi ha fermata durante il mio pellegrinaggio elettorale, chiedendomi che cosa intendiamo fare di concreto per loro, io e lo schieramento al quale appartengo.

Noi votiamo per la prima volta, perché dovremmo votare proprio voi? Le vostre promesse sono diverse da tutte le altre che sentiamo? Come essere sicuri che non siano solo belle parole che durano il tempo di infilare la scheda nell’urna?”

In voi ragazzi, fuori da ogni retorica ma con occhio di mamma, ho visto mia figlia, i figli delle persone amiche che conosco, quei figli che stentano a trovare un lavoro, che pensano al futuro con la disillusione di chi sa che rimarrà un miraggio lavorare, sposarsi, avere una famiglia, dei bimbi.

Ora, ragazzi, è purtroppo il momento delle sole promesse: la vostra naturale irrequietezza, la velocità di pensiero e di azione debbono avere fiducia negli sforzi che voglio fare, e che chiederò ai miei compagni d’avventura, per restituirvi speranza e dignità.

Voi siete il nostro futuro e non vi voglio vedere sfaccendati e tristi su una panchina a trascorrere il tempo lamentandovi giustamente delle scarse prospettive che vi sono oggi. Se starete su una panchina, lo farete perché i soli pensieri che vi affliggeranno saranno quelli di vedervi finalmente sorridere da quella biondina scalmanata o, per le ragazze, dal giovanotto palestrato che fa il superiore ma che vi sbava dietro (che poi a noi ragazze mica piacciono i galletti gonfi, preferiamo pollastri meno appariscenti e più affidabili, no?).

Voglio portare le vostre aspettative in Consiglio, voglio che il Comune faccia per voi tutto ciò che gli è possibile, che crei occasioni di lavoro, di impegno, che incentivi specializzazioni e mestieri, voglio che possiate andare in disco o in pizzeria con i soldi che avete guadagnato voi, con finalmente un pò di relax per il portafogli paterno 😉

Voglio che possiate vivere sereni e che magari ci si mangi qualcosa insieme qualche volta, dato che il vostro voto sarà per me un impegno solenne e duraturo: prendere in giro voi sarebbe come prendere in giro i nostri figli ed io voglio tornare a casa, la sera, leggendo negli occhi di mia figlia orgoglio e gratitudine, non delusione.

Seguitemi e non ve ne pentirete, se mi starete vicini faremo tanta strada insieme.

 

 

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